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Il Curricolo delle discipline e la Progettazione didattica

Curricolo delle discipline             

L’attività didattica dei docenti del nostro Istituto viene adattata per rispondere in maniera strategica e bilanciata alle linee guida ministeriali e alle specifiche necessità della Scuola, grazie al lavoro dei Dipartimenti.

A partire dall’Anno Scolastico 2016-‘17 sono stati formalizzati – grazie al lavoro dei singoli Dipartimenti - i vari livelli di Competenze raggiunte o da raggiungere dagli studenti alla fine del primo e del secondo biennio e in vista dello scrutinio del Quinto Anno; vengono, inoltre, di fatto, certificati i livelli delle Competenze del primo biennio nello scrutinio finale.

La scelta dei Progetti d’ampliamento dell’offerta formativa dell’Istituto che si era ridotta fino all’Anno Scolastico 2014-’15 - in quanto le lezioni settimanali su cinque giorni con tre pomeriggi per ogni classe rendevano pressoché impossibile l’attivazione di progetti che non risultassero già inseriti a pieno titolo nel curricolo della nostra Scuola - si è notevolmente ampliata fino a raggiungere i 37 Progetti presentati dai docenti nell’Anno Scolastico 2016-‘17 .

Progettazione didattica               

La presentazione del “Programma delle discipline” è unico per tutti docenti e per tutte le classe parallele.

Prove parallele d’ingresso e finali           

A partire dall’Anno Scolastico 2015-‘16, sono state istituite delle prove d’ingresso  e finali  in tutte le classi prime e terze del percorso quinquennale, su tutte le materie di istruzione generale e sulle discipline d’indirizzo. Tali prove sono al centro di una relazione che mira a “fornire alcune essenziali linee di lettura, […] al fine di migliorare o di bilanciare al meglio gli interventi didattici”  per il primo e il terzo anno.

             

L’ambiente di apprendimento

Dimensione organizzativa          

L’Istituto recoarese adotta l’orario “standard” , come accade nella stragrande maggioranza delle scuole professionali a livello nazionale.

L’organizzazione oraria prevede anche alcune modalità per l’ampliamento dell’offerta formativa in orario extra-curricolare e in orario curricolare.

Le modalità orarie per interventi di recupero, consolidamento e potenziamento si realizzano sia in orario extra-curricolare sia in orario curricolare.

Dimensione metodologica         

Alla chiusura dell’Anno Scolastico, nel corso dell’ultimo Collegio dei Docenti, viene distribuita a tutti gli insegnanti una scheda, all’interno della quale vengono riportati dei dati statistici, sulla base dei quali si sono prese e si prendono regolarmente delle decisioni per variare o modificare la didattica della Scuola, in modo da attuare possibili miglioramenti dei risultati stessi.

Dimensione relazionale              

Nel momento in cui le norme contenute all’interno del Regolamento di Istituto vengono disattese, la procedura sanzionatoria è variegata in funzione della gravità dei fatti.

Le azioni per contrastare gli episodi problematici  sono generalmente distribuite tra azioni interlocutorie o sanzionatorie.

I dati che vanno a monitorare la percentuale di studenti che abbiano subito un procedimento di sospensione attestano un incremento rispetto alla media nazionale, a differenza della percentuale di studenti entrati alla seconda ora.

L’incidenza delle ore di assenza risulta in piena - e meritevole - controtendenza rispetto alla media nazionale .

percorsi

PIANO TRIENNALE OFFERTA FORMATIVA (PTOF)

 

Inclusione e differenziazione

Inclusione degli studenti con disabilità, con Bisogni Educativi Speciali (BES) e stranieri  

L’Istituto “Artusi” riesce a favorire l’inclusione degli studenti con disabilità nel gruppo dei pari, con particolare rilievo alle attività pratiche, grazie all’adeguata collaborazione tra la maggior parte degli insegnanti curricolari e i docenti di sostegno.

La Scuola, inoltre, si prende cura ormai in modo istituzionalizzato anche degli studenti con Bisogni Educativi Speciali (B.E.S.), attraverso l’elaborazione di Piani Didattici Personalizzati (P.D.P.) .

Per quanto concerne gli studenti stranieri, la nostra Scuola attiva dei percorsi di lingua italiana con lo scopo di favorire il successo scolastico degli studenti stranieri.

L’attenzione ai temi interculturali è altresì presente, anche se in maniera appena sufficiente.

Differenziazione sulle attività di recupero e potenziamento     

Il recupero delle competenze si avvale prevalentemente di gruppi di livello all’interno delle classi e corsi di recupero pomeridiani  (svolti generalmente alla fine dell’anno scolastico), anche se non mancano altre modalità; è prevista, inoltre, l’attuazione di forme di recupero in itinere gestite dal docente curricolare.

A causa di problematiche oggettive, legate alla struttura dell’edificio scolastico e dei limiti temporali, alcune attività di potenziamento non possono essere svolte; la Scuola, ad esempio, non dedica in modo esclusivo un determinato periodo dell’anno scolastico alle attività di recupero.

 

PIANO ANNUALE D'INCLUSIONE 2018/19

disabili

 

PIANI DI STUDIO 

 

CONSIGLI DI CLASSE

 

PROGETTI E SERVIZI D'ISTITUTO

 

DIDATTICA INCLUSIVA

(fonte:https://it.pearson.com)

Gli insegnanti degli istituti tecnici e professionali raccontano che gli studenti si impegnano volentieri e con buoni risultati nelle materie “pratiche”, mentre notano un impegno molto limitato, se non un vero e proprio rifiuto, per quelle “teoriche”. Quando gli studenti entrano in laboratorio sembrano trasformarsi: da abulici e assenti in aula, a pesci guizzanti nel momento in cui viene loro richiesto un impegno manuale e operativo.

Le attività di “laboratorio tecnico” sono caratterizzate da questi elementi:

  • un ruolo attivo dello studente;
  • lo svolgimento di un’attività di una certa durata e finalizzata alla realizzazione di un prodotto;
  • l’avere a disposizione una postazione di lavoro individuale o di gruppo dotata di strumenti da utilizzare a seconda della fase di lavoro;
  • una certa autonomia nello svolgimento delle attività e l’assunzione di responsabilità per il risultato;
  • l’esercizio integrato di abilità operative e cognitive;
  • l’utilizzo contestualizzato di conoscenze teoriche per lo svolgimento di attività pratiche;
  • il collaborare con altri compagni nelle diverse fasi del lavoro.

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Le specificità didattiche dell’apprendimento in un “laboratorio” tecnico possono essere utilizzate tutte anche quando si manipolano oggetti concettuali (contenuti disciplinari, abilità personali, sociali e cognitive), si utilizzano strumenti soft (apparati digitali, software, o carta e matita) e si realizzano artefatti cognitivi (progetti, rapporti, filmati, presentazioni analogici e digitali). I principi didattici di riferimento, i meccanismi cognitivi attivati, le leve motivazioni utilizzate sono gli stessi.

Perché la didattica laboratoriale?

La didattica laboratoriale è una strategia di insegnamento e di apprendimento nella quale lo studente si appropria della conoscenza nel contesto del suo utilizzo. Questo in contrasto con la didattica convenzionale in cui la conoscenza viene proposta agli studenti in isolamento da ogni suo utilizzo e per le sue caratteristiche generali. Essa tende a superare due tra le cause principali di un apprendimento superficiale, riproduttivo e che genera un transfer limitato delle conoscenze all’interno e all’esterno della scuola: la separazione dei momenti di costruzione e di utilizzo della conoscenza e la natura decontestualizzata del sapere.
L’organizzazione della didattica convenzionale si fonda sul presupposto che l’acquisizione e l’utilizzo della conoscenza siano due processi che appartengono a due universi differenti: a scuola si impara la conoscenza, mentre il suo utilizzo avviene una volta terminata la scuola. In questa prospettiva, lo scopo della scuola è di fornire conoscenza corretta, bene organizzata secondo l’epistemologia della disciplina e, cosa importante, presentata in modo neutro rispetto ai possibili utilizzi, perché solo la genericità facilita il suo utilizzo in molti contesti differenti.

Un apprendimento significativo

Le ricerche sull’apprendimento sviluppate negli ultimi decenni a partire da studi sulle modalità attraverso le quali le persone apprendono nella vita di tutti i giorni, hanno progressivamente smentito tante delle convinzioni su si fonda la scuola attuale, evidenziando come l’appropriazione delle conoscenze e il loro utilizzo non sono mai temporalmente separate (se non a scuola) e che i significati (il valore della conoscenza) sono sempre situati in specifici contesti d’uso, mai astratti o generali. Si costruisce conoscenza significativa nello svolgimento di attività, non al di fuori di esse, e in specifici contesti d’uso:

  • L’apprendimento è, in modo naturale, guidato dal bisogno di fare ed è basato su attività, non su contenuti;
    Agire e conoscere sono intimamente connessi;
  • Ciò che guida l’apprendimento più di ogni altra cosa è la comprensione e lo sforzo fatto nel completare un compito o una attività;
  • Le persone non possono capire qualcosa senza lavorarci su;
  • Metodi di apprendimento inseriti in situazioni autentiche non sono meramente utili, sono essenziali;
  • Non si impara per conoscere qualcosa, ma per fare qualcosa: è il learning by doing;
  • Gli allievi apprendono meglio se impegnati in attività che hanno uno scopo e che corrispondono ad attività che gli adulti svolgono nel mondo reale.

Coerentemente con questi principi, David Jonassen offre alcune suggestioni per una didattica significativa:

  • Dare spazio alla costruzione di conoscenza, non alla sua riproduzione;
  • Evitare iper-semplificazioni della conoscenza rappresentando la naturale complessità della realtà;
  • Lavorare con compiti autentici;
  • Lavorare in ambienti di apprendimento assunti dal mondo reale: casi più che sequenze di istruzione;
  • Offrire rappresentazioni multiple della realtà;
  • Attivare e sostenere pratiche riflessive;
  • Favorire la costruzione di conoscenza contestualizzata, non generalista;
  • Favorire la costruzione di conoscenza in modo collaborativo.

Secondo la didattica laboratoriale gli studenti lavorano con i contenuti per generare un prodotto. Operativamente il focus della didattica è il “prodotto” da realizzare, ma didatticamente il prodotto è un pretesto per imparare, è un attrattore delle attività e il vero focus è il processo con il quale lo studente si appropria dei contenuti disciplinari e sviluppa abilità cognitive, personali e sociali.