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L’Istituto “Artusi” riesce a favorire l’inclusione degli studenti con disabilità nel gruppo dei pari, con particolare rilievo alle attività pratiche, grazie all’adeguata collaborazione tra la maggior parte degli insegnanti curricolari e i docenti di sostegno.
La Scuola, inoltre, si prende cura ormai in modo istituzionalizzato anche degli studenti con Bisogni Educativi Speciali (B.E.S.), attraverso l’elaborazione di Piani Didattici Personalizzati (P.D.P.) .
Per quanto concerne gli studenti stranieri, la nostra Scuola attiva dei percorsi di lingua italiana con lo scopo di favorire il successo scolastico degli studenti stranieri.
L’attenzione ai temi interculturali è altresì presente, anche se in maniera appena sufficiente.
Il recupero delle competenze si avvale prevalentemente di gruppi di livello all’interno delle classi e corsi di recupero pomeridiani  (svolti generalmente alla fine dell’anno scolastico), anche se non mancano altre modalità; è prevista, inoltre, l’attuazione di forme di recupero in itinere gestite dal docente curricolare.
 

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L’Istituto si adopera quotidianamente per migliorare il grado di inclusione di ogni alunno sforzandosi di abbattere le barriere all’apprendimento grazie all’attuazione di una didattica individualizzata e personalizzata, definita “speciale”, nella convinzione che la peculiarità della persona sia una risorsa e un’opportunità per sperimentare strategie e metodologie didattiche sempre più efficaci ai fini dell’apprendimento.

Le diverse situazioni di partenza per background socio-economico, livelli di apprendimento conseguito, stili, modalità e tempi di apprendimento, capacità personali e funzioni corporee richiedono un intervento mirato e personalizzato, possibile solo se si considerano le differenze di ognuno come un normale modo di essere persona e si attuano quelle modalità operative utili a tutti gli alunni e individuate tenendo conto dei recenti forti progressi compiuti dalle scienze dell’educazione.

La didattica speciale è pertanto un insieme di pratiche educative e didattiche inclusive che rispondono in maniera efficace ai bisogni degli alunni, anche e soprattutto a quelli manifestati da chi si trova in situazione di svantaggio derivante da disabilità, disturbo specificod’apprendimento, deficit di attenzione/iperattività e difficoltà imputabili a particolari situazioni sociali o ambientali.

Nello schema che segue sono riportati le diverse tipologie di alunni con bisogni educativi speciali previsti dalla normativa e i relativi documenti formalizzati.

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Integrazione e inclusione degli alunni con disabilità (legge 104/92)

 

La nostra Scuola è una comunità educante che si adopera quotidianamente nel ricercare le condizioni migliori affinché tutti gli alunni siano accolti in un ambiente sereno, stimolante e favorevole alla costruzione di relazioni e di situazioni pedagogiche significative utili al raggiungimento del pieno sviluppo delle potenzialità della persona e all’integrazione nella scuola e nella società.
Una crescita a tutto tondo, nel rispetto della diversità, dell’unicità e dell’irripetibilità di ogni persona, che viene ricercata attraverso interventi mirati e calibrati finalizzati a sviluppare le competenze dell’alunno con disabilità negli apprendimenti, nella comunicazione, nella relazione e nella socializzazione come previsto dalle Linee guida per l’integrazione scolastica e dall’Articolo 12 comma 3 della Legge 104/1992.
La pianificazione dell’intervento educativo e della condivisione di responsabilità.
A rendere possibile lo sviluppo armonico e integrale della persona con disabilità sono, da un lato, la puntuale e logica pianificazione degli interventi educativi, formativi e riabilitativi (P.E.I.), dall’altro, l’azione di coordinamento e di collaborazione di tutte le componenti scolastiche nel garantire l’efficacia e la qualità dell’operato pianificato.
A gestire quest’ultimo fondamentale aspetto dell’intervento è il Dirigente Scolastico stesso, in quanto garante dell’offerta formativa attuata e progettata nell’Istituto, il quale coordina l’integrazione e l’inclusione degli alunni con disabilità avvalendosi del supporto di un Docente Referente e di una Commissione composta dallo stesso Responsabile al sostegno, dal Referente per gli alunni con disturbi specifici di apprendimento e dal Responsabile per l’alternanza scuola-lavoro.
La Commissione ha come finalità quella di promuovere e coordinare i progetti e le iniziative educative per favorire l’inclusione e per potenziare le abilità spendibili nel mondo del lavoro e nella società in generale. Tale duplice azione può prevedere una flessibilità nei metodi, negli spazi e nelle strategie educative che può essere realizzata solo grazie alla piena collaborazione da parte di tutto il personale della scuola.
La pianificazione educativa individualizzata, invece, spetta al Consiglio di Classe, che la elabora, la discute e la approva assieme agli operatori dell’U.L.S.S. che hanno in carico lo studente con disabilità e al personale dell’Amministrazione Provinciale, nel caso di soggetti con disabilità sensoriale, in collaborazione con la famiglia.
La formalizzazione della progettualità.
La progettualità è esplicitata nel Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.) e nel Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.), che sono l’oggettivazione di tutte le azioni educative svolte dai vari soggetti e che pertanto sono sottoposti a verifica e valutazione non solo in itinere, ma anche in fase finale. Il P.D.F. è un documento che fa riferimento alle Aree di Funzionamento presenti nella Diagnosi Funzionale, che analizza la situazione di partenza, prevede possibili evoluzioni nel tempo (a lungo, medio e breve termine) e serve come traccia per le programmazioni annuali.
Tale documento ha validità biennale. Il P.E.I., invece, denominato anche progetto di vita, ha come fine principale l’innalzamento della qualità della vita dell’alunno con disabilità e descrive gli interventi educativi e didattici destinati all'alunno da parte della scuola, nel rispetto dei suoi ritmi e dei stili di apprendimento, e per i quali sono utilizzati tutti gli strumenti a disposizione dell'Istituto in termini di risorse e di flessibilità nei metodi e nelle strategie educative.
Il P.E.I. viene predisposto annualmente e può essere di due tipi: curricolare/per obiettivi minimi oppure differenziato.

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 Ruoli e compiti per l’integrazione e l’inclusione degli alunni con disabilità.

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Integrazione e inclusione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento disabilità

L’Istituto “Pellegrino Artusi” è attento all’integrazione e all’inclusione di tutti gli alunni e si attiva per fornire le risposte educative e didattiche individualizzate e personalizzate più opportune nei confronti degli alunni con D.S.A. e delle loro famiglie nel rispetto della legge regionale 04 marzo 2010, n. 16 e della Legge 170/2010, integrata dal Decreto Ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011 e delle annesse Linee Guida.
Tali interventi, concordati e sottoscritti dal Consiglio di Classe assieme alla famiglia (anche all’alunno, se maggiorenne), ed esplicitati nel Piano Didattico Personalizzato, sono effettuati nel rispetto della persona nella sua individualità e garantiscono le condizioni ottimali nelle quali gli alunni con D.S.A. possano utilmente realizzare loro persona nella scuola, nel lavoro e nella società.
Modalità operative.
All’interno dell’Istituto è predisposta un’azione di monitoraggio da parte del Dirigente Scolastico e dei suoi collaboratori e di supporto da parte del referente per i D.S.A. ai colleghi docenti. L’azione coordinata e contemporanea di più figure professionali è intrapresa regolarmente con lo scopo di migliorare ulteriormente il grado delle specifiche iniziative adottate, volte a facilitare l'apprendimento, a favorire il successo formativo e a garantire il pieno sviluppo della persona con D.S.A.
Il successo formativo.
Nell’ottica di un miglioramento qualitativo della didattica e di una personalizzazione e individualizzazione dell’insegnamento/apprendimento per tutti gli alunni, nessuno escluso, con l’atto d’indirizzo del Dirigente Scolastico per la predisposizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativaex art.1, comma 14, legge n.107/2015, il nostro Istituto ha deciso di potenziare la didattica laboratoriale e collaborativa. Tale metodologia, infatti, ha il pregio di prevedere un ruolo più attivo da parte degli studenti nel processo di acquisizione di conoscenze, abilità e competenze rispettandone i loro tempi e stili di apprendimento, facilitando l’apprendimento stesso e garantendo pari opportunità di successo formativo a tutti, anche e con particolare riferimento agli studenti con D.S.A. e altri bisogni educativi speciali.
Normativa di riferimento

(Linee Guida per il Diritto allo Studio degli Alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento, 12 luglio 2011;

Decreto MIUR N. 5669; Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323

Regolamento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore; 

D.P.R. n. 122 del 2009, “Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni” ;

legge 170/2010, “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”;

Legge Regionale del Veneto 04 marzo 2010, n. 16 Interventi a favore delle persone con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) e disposizioni in materia di servizio sanitario regionale;

Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013;

Circolare Ministeriale 5 ottobre 2004, Prot. n 4099/A/4 “Iniziative relative alla Dislessia”;

Circolare Ministeriale Prot.n.26/A 4a del 5 gennaio 2005, “Iniziative relative alla Dislessia”;

Circolare Ministeriale Prot. n.1787 del 1 marzo 2005, “Esami di Stato 2004-2005 -Alunni affetti da dislessia”;

Circolare Ministeriale Prot. n° 4798/ A/4a, 27 luglio 2005, “Attività di programmazione dell’integrazione scolastica degli alunni disabili da parte delle Istituzioni scolastiche - Anno scolastico 2005-2006”;

Nota 10 maggio 2007, Prot. 4674, “Disturbi di apprendimento – Indicazioni operative”;

Comunicazione USR Lombardia 3/11/04, prot. 13987, “Dislessia e DSA: strumenti compensativi e misure dispensative”;

Circolare Ministeriale n. 50 prot. n. 5338/R.U.U, Schema di regolamento MIUR del 13.03. 2009 concernente “Coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169”;

Ordinanza Ministeriale n. 11 Prot. n. 320 del 29 maggio 2015, “Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. (Anno scolastico 2014/2015”).

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Le forme di verifica e la valutazione.
Si tiene conto delle “specifiche situazioni soggettive” (Art. 10, par. 1, DPR n. 122 del 2009) e si attuano “modalità di verifica e valutazione adeguate e coerenti” (par. 6.4, Linee Guida per il Diritto allo Studio degli Alunni e degli Studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento del 12 luglio 2011).
Verifica: possibilità di lettura degli item dei test, delle consegne dei compiti, delle tracce dei temi o dei questionari a scelta multipla da parte dell’insegnante.
Prove intermedie/formative: uguali agli altri, ma con tempi più lunghi; nell’ambito degli obiettivi disciplinari previsti per la classe, prove con minori richieste; prove adattate nella modalità di strutturazione (art. art. 6 comma 2 del D.M. 5669 del 2011. Le prove adattate (es. scelta multipla piuttosto che domanda aperta, vero o falso) sono considerate in un percorso di autonomia e sono progressivamente estinte. Non sono possibili in sede d’esame di Stato) possibilità di svolgere prove informatizzate; compensazione di verifiche scritte con prove orali; strutturazione dei problemi per fasi, in riferimento alla disciplina di Matematica; uso di mediatori didattici (mappe concettuali e schemi), durante le prove scritte e orali;verifiche orali programmate e concordate con l’alunno/a; possibilità di svolgere verifiche orali a compensazione di quelle scritte, anche e soprattutto per la lingua straniera.
Valutazione: sono considerati i progressi compiuti, l'impegno profuso, le conoscenze apprese e le strategie operate per migliorare il grado di autonomia;il contenuto ha maggiore importanza della forma; non sono valutati gli errori ortografici e di spelling; non sono valutate imprecisioni nell’uso della terminologia specifica; sono valutati i procedimenti e non i calcoli nella risoluzione dei problemi; le prove orali hanno maggiore considerazione rispetto a quelle scritte; nelle lingue straniere si tiene conto della trasparenza fra lingua scritta e orale; si dà più rilievo, in fase di produzione nelle lingue straniere, alla capacità di farsi comprendere in modo chiaro, anche se non del tutto corretto grammaticalmente.

Alunni con bisogni educativi speciali (BES)

La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012“Strumenti d’intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” ha esteso il diritto alla personalizzazione e all’individualizzazione dell’apprendimento agli alunni in situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale con l’obiettivo di realizzarepienamente il diritto all’apprendimento anche per gli studenti in situazione di difficoltà non menzionati nelle leggi 104/92 e 170/2010.
 

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Per tali alunni il Consiglio di classe può valutare la formulazione di un Piano Didattico Personalizzato con strumenti compensativi e/o misure dispensative già previsti dalle disposizioni attuative della legge 170/2010 (D.M. 5669/2011), meglio descritte nelle allegate Linee guida.
La decisione se adottare o meno un Piano Didattico Personalizzato, per rispondere ai bisogni educativi rilevati, è di competenza esclusiva del Consiglio di classe (Si ribadisce che, anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi che però non hanno dato diritto alla certificazione di disabilità o di DSA, il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione”, Nota MIUR, “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali. A.S. 2013/2014”, del 22 novembre 2013, n°2363. Circolare Ministeriale n. 8 del 6/03/2013. 6 “La scuola può intervenire nella personalizzazione in tanti modi diversi, informali o strutturati, secondo i bisogni e la convenienza; pertanto la rilevazione di una mera difficoltà di apprendimento non dovrebbe indurre all’attivazionedi un percorso specifico con la conseguente compilazione di un Piano Didattico Personalizzato.”, Nota MIUR del 22/11/2013, n°2363) ed è presa sia sulla base di elementi oggettivi, ad esempio la segnalazione degli operatori dei servizi sociali5o l’analisi della documentazione clinica presentata dalla famiglia, sia su criteri di valutazione pedagogici e didattici che ne accertino un’effettiva necessità e opportunità6 .
Nel caso in cui il Consiglio di classe decida di formulare un Piano Didattico Personalizzato, le strategie specifiche di intervento devono essere concordate con la famiglia, lo studente ed eventualmente altre figure professionali.
 
Il carattere temporaneo dell’intervento per gli alunni in situazione di svantaggio socio-culturale e ambientale.
Gli interventi vanno verificati nel tempo e devono essere effettuati solo fino a quando se ne ravveda la necessità e l’opportunità. L’intervento deve privilegiare“le strategie educative e didattiche (…) più che strumenti compensativi e misure dispensative” (pag. 3 CM MIUR n° 8-561 del 6/3/2013).
Alunni stranieri.
Per gli alunni che sperimentano difficoltà dovute alla non conoscenza dell’italiano, la Circolare Ministeriale numero 8 del 2013 ha chiarito che essi necessitano innanzitutto di interventi didattici per l’apprendimento della lingua e solo in via eccezionale della formalizzazione tramite un Piano Didattico Personalizzato.
La risposta della scuola alla crescente richiesta di interventi specifici.
La nostra scuola si interroga giornalmente sulle strategie e metodologie didattiche più incisive ed efficaci da utilizzare per migliorare la qualità dell’insegnamento/apprendimento e il grado di inclusione di tutti gli alunni. Il denominatore comune è stato individuato nella didattica laboratoriale: una didattica inclusiva più che una vera didattica speciale. Tale metodologia fornisce risposte perfettamente adeguate alle diverse esigenze manifestate dai discenti, grazie al fatto che i protagonisti della didattica risultano gli alunni stessi, i quali acquisiscono conoscenze e competenze nel rispetto dei loro tempi e stili d’apprendimento. Per quanto riguarda gli alunni stranieri, invece, il nostro Istituto attiva dei percorsi di lingua italiana con lo scopo di favorire il loro successo scolastico e pone adeguata attenzione ai temi interculturali.

 

 

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Piano inclusione a.s. 2017/18

LEGGI:

Legge n. 104/92

Legge n. 170/10

DISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Sintesi normativa BES

Slide Fogarolo

MODELLO DA UTILIZZARE PER LA FORMULAZIONE DEL PDP

modello PDP